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Quartieri antici di Viterbo
San Pellegrino
Una passeggiata per le vie di questo quartiere rappresenta un vero e proprio salto nel passato medievale della città, un suggestivo incontro con le forme tipiche dell'architettura dei primissimi secoli del II millennio.
L'impianto urbanistico dell'intero quartiere è rimasto inalterato rispetto alla struttura originale.
Scale, archetti, porticati e profferli (le caratteristiche scalate esterne delle antiche abitazioni) si alternano nelle viuzze del borgo medievale, creando lo scenario ideale per eventi culturali e manifestazioni folkloristiche.
Le abitazioni sono costruite con il peperino, pietra di origine vulcanica di colore grigiastro, che dona al quartiere ed a tutta la città antica un'irripetibile aria di vetustà, ma anche la sensazione di un'effettiva possenza delle strutture.
Cuore del quartiere è l'omonima piazzetta, mèta di visitatori e fonte inesauribile di scorci per pittori, registi di film e sceneggiati, pubblicitari. Per chi volesse visitarla consigliamo di recarcisi in primavera quando si organizza la manifestazione San Pellegrino in fiore: la piazza e le strette vie adiacenti sono piene di fiori e piante, le finestre sono impreziosite da rossi gerani, le austere architetture medievali sono ingentilite da ardite composizioni floreali.
Sulla piazza ha il suo prospetto Palazzo degli Alessandri, risalente nelle sue parti più antiche al XIII secolo: era questa la dimora della nobile famiglia degli Alessandri, di parte guelfa, cacciata dalla città alla metà del secolo in un momento di prevalenza ghibellina. Dalla singolare scala interna che immette in un vano porticato si accede al palazzo, oggi sede di importanti manifestazioni culturali.
Sulla piazza si affaccia la Chiesa di San Pellegrino, dalle origini duecentesche, già patrimonio della potente abbazia imperiale di Farfa (Rieti), oggi stilisticamente legata ad un sostanziale intervento di ristrutturazione ottocentesca che ne ha stravolto l'aspetto romanico mutandolo in un neogotico assai disarmonico.
Il quartiere medievale è stato a lungo un quartiere popolare, abitato da contadini, artigiani e muratori: oggi è sede di numerose botteghe artigiane e gallerie d'antiquariato, e le sue case sono dimora di professionisti ed artisti.
Accanto alla chiesa di San Pellegrino, nella torre che sovrasta Palazzo degli Alessandri, ha sede il Museo del Sodalizio Facchini di Santa Rosa.
Il quartiere era raggiungibile, per chi proveniva da fuori città, attraverso Porta di Valle, chiusa nel 1568, anno di realizzazione della Porta Faul. Nella prima sono ancora visibili i resti dell'abside della chiesa di S. Maria della Palomba.
Pianoscarano
In Pianoscarano si possono osservare, come nel vicino quartiere di San Pellegrino, moltissime abitazioni e strutture che costituiscono la più significativa testimonianza del passato medievale della città.
Antichi documenti riportano la notizia dell'esistenza di un piccolo borgo, Vico Squarano, la cui etimologia sembra vada collegata al termine longobardo squara cioè "schiera militare": forse il luogo era teatro di esercitazioni ed aquartieramenti militari.
Già proprietà della potente abbazia imperiale di Farfa (Rieti), la zona, al tempo disabitata, fu ceduta da essa nel 1148 al Comune di Viterbo che, nel momento di massima espansione demografica, era alla ricerca di nuove aree da edificare.
Le prime costruzioni del quartiere cominciarono a sorgere intorno alla metà del XII secolo, e agli stessi anni risale l' edificazione della Chiesa di Sant'Andrea. La chiesa, edificata probabilmente sul luogo dove esisteva in precedenza la pieve del Vico Squarano, presenta una struttura prevalentemente romanica anche se compaiono elementi stilistici che possono essere ritrovati, solitamente, nel gotico cistercense quali le volte a crociera con archi ogivali.
Osservando la facciata dell'edificio si possono facilmente riconoscere le aggiunte operate nel corso di alcuni restauri compiuti all'inizio del nostro secolo, in particolare dopo le distruzioni dell'ultimo conflitto.
In piazza Fontan di Piano, la principale del quartiere, si trova un altro interessante monumento, ossia la fontana a fuso, un tempo l'unico punto di approvvigionamento idrico per gli abitanti.
L'accesso a Viterbo attraverso il quartiere di Piano Scarano, invece, avveniva mediante la Porta del Carmine che prese il nooedal nome da una chiesa che vi sorgeva accanto.